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Il GIADAS in lutto: Addio Mark! |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 07 Febbraio 2007 14:59 |
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Il 2 Gennaio ci ha lasciati, dopo un lungo e penoso patire, un grandissimo amico, nonche' incidentalmente il nostro presidente ed uno dei piu' attivi dei nostri soci fondatori, Maurizio "Comandante Mark" Pezzorgna. Questo semplice, fenomenale e fortissimo grande uomo ha lasciato nei nostri cuori un buco ben piu' grande di quello che si possa pensare: per tutti noi e' stato un modello di Arciere e Storico gentile ed affabile, sempre teso a "fare di piu' e meglio" che sarà impossibile sostituire. Ci e' molto difficile scrivere qui cosa questo e' significato per noi e quanto Mark ci manchi: come tutti gli amici veri il vuoto che lascia e' qualcosa che non e' descrivibile a parole Addio Mark, speriamo che nel tuo nuovo viaggio quel Gufo e quel Cervo che ti sono stati guida e presenza costante e continua in vita continuino ad esserti vicini, e ti raccontino quanto ci manchi e quanto bene ti vogliamo. I tuoi amici del Giadas |
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Cos'è e cosa fa il Giadas? |
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Scritto da Segretario
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Mercoledì 16 Agosto 2006 19:20 |
Cos' è il G.I.A.D.A.S.? La sigla G.I.A.D.A.S. sta per "Gilda Italiana Araldi Disfide con Armi Storiche" ed indica una associazione di arbitri ed araldi specificatamente nata allo scopo di fornire arbitri ed araldi competenti e formati a tutte quelle associazioni che desiderano presentare al pubblico una manifestazione di rievocazione medioevale all'interno della quale vi sia gara tra persone che impiegano armi storiche di periodo medioevale, quali (ma non solo) archi, spade, armi in asta, ascie, armi da botta ecc. In tal modo si desidera risolvere l'annoso problema dei sospetti di parzialità che portano le associazioni che organizzano gare storiche di qualsivoglia natura a non fornire un adeguato complesso arbitrale alle proprie manifestazioni o ad essere costretti a escludere dalla manifestazione da loro organizzata i propri iscritti Oltre a fornire gli arbitri e gli araldi per gestire dette manifestazioni è pratica comune della Gilda quella di impiegare tutti i propri sforzi per aiutare le associazioni che organizzano le manifestazioni a migliorarle il più possibile, mettendo a loro disposizione il proprio bagaglio di conoscenze e di esperienze Essendo composta, almeno nei suoi soci fondatori, da persone che hanno iniziato ad affrontare il mondo della rievocazone storica medioevale dal 1990 possiamo vantare in realtà una esperienza nell'organizzare e gestire manifestazioni di questo tipo di tutto rispetto: all'interno della Gilda infatti sono confluite esperienze quali quella delDel Gruppo Arcieri Storici degli Arcieri della Torre, del Gruppo Storico San Galgano e degli Arcieri di Yr. Soci della Gilda peraltro hanno frequentato corsi di spada quali quelli dell'Achille Marozzo dei primissimi tempi, quando ancora era presente solo a Bologna, ed hanno nelle loro esperienze quelle di aver realizzato insieme ad altri ,oltre ad innumerevoli gare di tiro con l'arco storico, le macchine da guerra nefrobalistiche esposte in origine presso il Castello di Bardi ed ora presso il castello di Gorizia Ad oggi è l'unica associazione del genere di cui si abbia traccia in Italia |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Agosto 2006 19:44 |
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La storia dell'arco in breve |
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Scritto da Mario Rossi, Pietro Suffritti, Rossano Guatelli
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Giovedì 10 Agosto 2006 11:39 |
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Già nel periodo Gravettiano, circa 20.000 anni fa nel Paleolitico Superiore, è documentato l'impiego dell'arco e della freccia. Raffigurazioni di arcieri sono rappresentate nei dipinti rupestri dell'arte paleolitica come, ad esempio, ad Altamura in Spagna: l'arco che vi compare è già tecnologicamente evoluto, presentando una caratteristica doppia curvatura.Questa antichissima arma da getto ha quindi accompagnato l'Homo sapiens nel corso di quasi tutta la sua storia evolutiva. Nell'antichità storica furono grandi arcieri i popoli orientali e gli Egizi. L'arco dei popoli Caldei (Sumeri, Assirobabilonesi) era piuttosto piccolo e di eccezionale flessibilità, come testimoniano le raffigurazioni rimaste (famoso il bassorilievo di re Assurbanipal che caccia i leoni).Era probabilmente composto da due segmenti che si riunivano nell'impugnatura. Più lungo ed agile era l'arco egizio, costruito in acacia. Archi compositi in corno sono ricordati nei poemi omerici tra le armi degli Achei. I Dori che invasero la penisola ellenica non ebbero per l'arco la stima dei loro predecessori; lo strumento era usato soprattutto per la caccia. Anche i Romani non tennero in eccessiva considerazione quest'arma. Le legioni cominciarono ad esserne regolarmente dotate soltanto dall'epoca delle Guerre Puniche. In seguito, la necessità di contrastare nemici che facevano grande uso dell'arco, come i Parti, fece si che si creassero corpi di arcieri in seno all'esercito romano. Nell'Alto Medioevo l'esercito bizantino tenne in massimo conto l'arco. Grande era infatti la fama di cui godevano gli arcieri a cavallo di Bisanzio. Armate di arcieri a cavallo caratterizzarono poi gran parte degli eserciti orientali (ad es. i Mongoli) e mediorientali. Nel Medioevo questi ultimi, rappresentati in particolar modo dagli arcieri dell'Islam, contrastarono efficacemente gli eserciti cristiani delle Crociate. L'esperienza d'oltre mare delle armate cristiane indusse ad una maggiore considerazione per l'arciere quale forza militare. Il contatto con gli eserciti musulmani arabi e turchi, in pratica, fu il movente che elevò l'arco e la balestra al rango di arma militare in Europa Occidentale. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Settembre 2007 16:34 |
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